L’art 38 del Testo Unico Immigrazione (DLgs n 286 del 1998) garantisce il diritto universale all’istruzione e la formazione degli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia.

In Italia c’è il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione per almeno 12 anni o, comunque, fino al conseguimento di una qualifica almeno triennale, entro i 18 anni di età. Questo diritto si realizza nelle scuole del primo e del secondo ciclo di istruzione e di formazione, nelle istituzioni formative accreditate dalle regioni e dalle province autonome e nel contratto di apprendistato.

Inoltre i cittadini di Paesi terzi, anche adulti, possono accedere ai programmi di alfabetizzazione (strumenti e tecniche per imparare a leggere e scrivere) e corsi di italiano per stranieri gratuiti.

Come funziona il sistema della scuola italiano?

Il sistema educativo italiano è ordinato come segue:

sistema integrato 0 – 6 anni, non obbligatorio, organizzato in:
▪ servizi educativi per la prima infanzia e i genitori – asilo nido (da 0 a 3 anni) gestiti dagli Enti locali;
scuola dell’infanzia (da 3 a 6 anni), gestita dallo Stato o dagli Enti locali;

primo ciclo di istruzione, obbligatorio, della durata di 8 anni, organizzato in:
scuola primaria (da 6 a 11 anni) che dura 5 anni;
scuola secondaria di primo grado (da 11 a 14 anni) che dura 3 anni;

secondo ciclo di istruzione (da 14 a 19 anni) organizzato in due tipi di percorsi:
scuola secondaria di secondo grado che dura 5 anni e include: licei, istituti tecnici e istituti professionali;
▪ percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP), che durano 3 o 4 anni

Attenzione: bambine e bambini, ragazze e ragazzi possono accedere ai servizi educativi italiani solo se hanno ricevuto le vaccinazioni obbligatorie.

istruzione superiore con diverse tipologie di percorsi:
percorsidi istruzione terziaria offerti dalle Università;
   ▪ percorsi di istruzione terziaria offerti dalle istituzioni dell’AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica);   ▪ percorsidi formazione terziaria professionalizzante offerti dagli ITS (Istituti Tecnici Superiori).

istruzione degli adulti
L’istruzione – sia generale che professionale – degli adulti serve a migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze della popolazione adulta che ha lasciato gli studi o la formazione iniziali. Serve anche alle persone che hanno bisogno di un titolo di studio riconosciuto in Italia. I CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti) coordinano e realizzano i corsi e le azioni che favoriscono l’innalzamento dei livelli di istruzione degli adulti.

Sistema integrato 0-6 anni

DOMANDA

RISPOSTA

Cosa è l’asilo nido?

Gli asili nido sono servizi per bambine e bambini da 3 mesi a 3 anni che assicurano l’educazione, la cura e la socializzazione dei bambini. Di solito assicurano il pranzo e il riposo. La frequenza generalmente è a tempo pieno (8 ore) per 10 o 11 mesi ogni anno (da settembre a luglio dell’anno successivo). I nidi aiutano i genitori, perché permettono a mamme e papà di lavorare mentre i figli sono affidati al personale educativo dell’asilo. Questa funzione si chiama conciliazione degli impegni lavorativi e di cura all’interno della famiglia e per questo l’asilo nido è considerato un servizio educativo e sociale di interesse pubblico. Sono gestiti in forma diretta o indiretta, dagli Enti locali (come i Comuni), da altri enti pubblici o da soggetti privati.

Altri servizi per bambini così piccoli sono:
▪ sezioni primavera (aggregate, di norma, alle scuole per l’infanzia) che accolgono bambine e bambini tra 2 e 3 anni di età;
▪ servizi integrativi come:
1) spazi gioco, che accolgono bambine e bambini da 12 a 36 mesi di età per un massimo di 5 ore al giorno;
2) centri per bambini e famiglie, che accolgono bambine e bambini dai primi mesi di vita insieme a un adulto accompagnatore;
3) servizi educativi in contesto domiciliare.

Come posso iscrivere mia figlia o mio figlio al nido?

Ogni anno il Comune – o l’Ente locale – in cui abiti rende pubblico un avviso (bando) per iscrivere i bambini ai servizi per la prima infanzia e nido. I genitori interessati devono fare domanda (in molti casi è online) e presentare i documenti richiesti.
È utile:
1) informarsi molti mesi prima;
2) verificare come ottenere le agevolazioni basate sull’ISEE per ridurre i costi  o altre opportunità (per esempio il Bonus asilo nido);
3) consultare il sito web del Comune per sapere le condizioni e le scadenze del bando e procedere all’iscrizione.

Cosa è la scuola dell’infanzia?

La scuola dell’infanzia è il primo gradino del percorso di istruzione. Serve allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo e sociale dei bambini da 3 a 6 anni di età; promuove le potenzialità di relazione, autonomia, creatività, integrazione e apprendimento. La frequenza delle scuole dell’infanzia è generalmente gratuita, mentre le famiglie contribuiscono, in proporzione all’ISEE, alle spese per il pranzo, l’eventuale trasporto pubblico (scuolabus), l’eventuale prolungamento dell’orario (servizio di pre o post scuola). La frequenza è generalmente di 40 ore settimanali, con possibilità di estensione fino a 50 ore, da settembre a giugno. Le famiglie possono richiedere un tempo ridotto, limitato al mattino (25 ore settimanali). Il programma educativo e i traguardi di apprendimento sono stabiliti in base alle Indicazioni nazionali stabilite dal Ministero dell’Istruzione italiano.

Come posso iscrivere mia figlia o mio figlio alla scuola per l’infanzia?

È importante informarti con molti mesi in anticipo sulle scuole dell’infanzia comunali (a gestione diretta o indiretta), statali e convenzionate presenti nel Comune in cui abiti. Ogni anno l’Ente locale in cui abiti rende pubblico un avviso (bando) per iscrivere i bambini alla scuola dell’infanzia. I genitori interessati devono fare domanda (in diverse città è online) e presentare i documenti richiesti. È utile:
1) informarsi con molto anticipo;
2) verificare come ottenere le agevolazioni basate sull’ISEE, per ridurre i costi;
3) consultare il sito web del Comune per sapere le condizioni e le scadenze del bando.

Primo ciclo di istruzione

DOMANDA

RISPOSTA

A quanti anni si va a scuola?

In Italia, l’istruzione obbligatoria inizia a 6 anni.

Cosa succede se non iscrivo mio figlio o mia figlia a scuola?

Chi non rispetta l’obbligo di istruzione è sanzionato penalmente (articolo 731 del codice penale). Pertanto è importante rispettare l’obbligo scolastico.

Si può andare a scuola anche senza avere un permesso di soggiorno in regola?

I minori stranieri che hanno l’età fra 6 e 18 anni hanno diritto di andare a scuola anche se il loro permesso di soggiorno non è in regola. In questi casi particolari il diritto fondamentale all’istruzione prevale, cioè è più importante. È importante anche parlare con il personale della scuola per farsi assistere e garantire a tuo figlio o tua figlia di frequentare la scuola.

Come scelgo la scuola per mia figlia o mio figlio?

La scelta della scuola è libera. Puoi scegliere la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado (scuola media) più vicina a casa, oppure in base all’offerta formativa o agli orari di funzionamento. Le scuole accolgono le domande di iscrizione entro il limite massimo dei posti disponibili. Dato che deve essere garantito a tutti il diritto allo studio, ci sono forme di coordinamento territoriale fra scuole ed enti locali. Per questo al momento dell’iscrizione potrai indicare la scuola preferita e un’altra scuola (nel caso non ci fossero più posti nella scuola preferita).

Se invece devi iscriverli alla scuola secondaria di secondo grado, è importante che tua figlia o tuo figlio scelga il tipo di liceo, istituto tecnico o istituto professionale che interessa di più per sviluppare la sua istruzione.

Come iscrivo mio figlio o mia figlia a scuola?

Le domande di iscrizione alle scuole di ogni ordine e grado devono essere presentate da uno dei genitori o da chi esercita la responsabilità genitoriale.

L’iscrizione riguarda esclusivamente le prime classi delle scuole di ogni ordine e grado. Per gli studenti delle classi successive al primo anno di corso, l’iscrizione è organizzata dalla scuola.

Le iscrizioni al primo anno delle scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado avvengono esclusivamente in modalità online. Per procedere è innanzitutto necessario avere una identità digitale Spid, oppure Cie, Cns o eIDAS per registrarsi alla piattaforma e compilare l’iscrizione.

Ricordati che al momento dell’iscrizione devi indicare anche 1) se accetti che tua figlia o tuo figlio partecipi alle lezioni di insegnamento della religione cattolica; 2) se è un alunno o un’alunna con disabilità o DSA certificati e se ha bisogno di assistenza a scuola (AEC).

Posso iscrivere mio figlio o mia figlia a scuola anche se non parla bene l’italiano e non ha i documenti in regola?

Sì, puoi anche se non parla bene l’italiano e non ha un permesso di soggiorno. Le scuole italiane offrono programmi di integrazione linguistica per gli studenti stranieri, che possono includere corsi di italiano come seconda lingua e supporto linguistico durante le lezioni.

Posso richiedere aiuto per l’integrazione scolastica di mio figlio o mia figlia?

Sì, puoi richiedere supporto per l’integrazione scolastica. Le scuole italiane hanno l’obbligo di facilitare l’inserimento e l’apprendimento degli studenti stranieri, a iniziare dalla lingua italiana.

Posso iscrivere mia figlia o mio figlio a scuola anche se ha problemi di apprendimento, o di salute o una disabilità?

Si, l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità è praticata da molti anni nella scuola italiana, che deve accogliere tutti gli alunni, a prescindere dalle loro diversità funzionali. Puoi quindi iscrivere tua figlia o tuo figlio come tutti gli altri, ma dovrai completare la richiesta di iscrizione online, presentando alla scuola scelta la certificazione rilasciata dalla Asl di competenza o dall’INPS. Se non hai ancora la certificazione, rivolgiti al tuo medico di famiglia per avviare la procedura. Dopo aver ottenuto il certificato medico introduttivo, potrai presentare la domanda direttamente online sul sito dell’INPS oppure rivolgerti a un patronato o a un’associazione di categoria delle persone con disabilità.

Quanto costa la scuola in Italia?

La scuola pubblica in Italia è praticamente gratuita (è prevista solo una piccola somma per l’iscrizione). Però richiede di pagare la mensa (nella scuola primaria), i libri (nella scuola secondaria), il materiale didattico o le attività extrascolastiche. È importante verificare come ottenere le agevolazioni basate sull’ISEE, per ridurre o eliminare questi costi.

Cosa devo fare se ho difficoltà a pagare le spese per la scuola dei miei figli e figlie?

Se hai difficoltà a pagare le spese per la scuola, puoi rivolgerti all’ufficio di assistenza sociale o per l’inclusione scolastica del tuo Comune o Municipio. Potrai chiedere informazioni e assistenza per beneficiare di agevolazioni o sussidi per comprare i libri scolastici, per l’abbonamento al trasporto pubblico per studenti, ecc. Ti servirà l’ISEE e farai alcuni colloqui con il personale del servizio.

Cosa devo fare se voglio cambiare scuola di mio figlio o mia figlia durante l’anno scolastico (trasferimento)?

Se decidi di cambiare scuola durante l’anno scolastico, devi:
1) presentare la domanda al Dirigente Scolastico della scuola in cui intendi trasferire tua figlia o tuo figlio, spiegando i motivi della richiesta di trasferimento;
2) presentare al Dirigente Scolastico della scuola attualmente frequentata la domanda motivata di nulla osta al passaggio tra scuole. Il “nulla osta” è il documento da presentare alla nuova scuola per l’effettiva iscrizione;
3) in seguito, la scuola di provenienza invia la documentazione alla scuola di arrivo scelta.

Il nulla osta, se motivato in modo appropriato, non può essere negato.

Come si completa il primo ciclo di istruzione?

La scuola secondaria di primo grado (che inizia generalmente dall’età di 11 anni, dopo la scuola primaria) dura 3 anni e si conclude con un esame di Stato. Alla fine dell’esame viene rilasciata una certificazione delle competenze. Questo documento è necessario per iscriversi al secondo ciclo di istruzione.

Secondo ciclo di formazione

DOMANDA

RISPOSTA

Quali sono gli indirizzi del secondo ciclo di istruzione in Italia?

Le ragazze e i ragazzi, con i loro genitori, possono scegliere fra diversi percorsi d’istruzione e formazione:
Licei (6 percorsi – 8 indirizzi)
Istituti professionali (11 percorsi)
Istituti tecnici (2 settori – 11 percorsi)
percorsi di 3 o di 4 anni di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), gestiti dalle Regioni, rivolti alle studentesse e agli studenti che hanno concluso il primo ciclo di istruzione.

Ogni tipo di scuola si concentra su diverse aree di studio e percorsi formativi specifici.

Quali materie vengono insegnate nella scuola secondaria?

Nella scuola secondaria, le materie di studio includono l’italiano, le lingue straniere, la matematica, le scienze, la storia, la geografia, l’arte, l’educazione fisica e molte altre, che variano fra i diversi tipi di scuola e di percorso.

Quali sono le prospettive dopo la scuola secondaria?

Dopo aver completato la scuola secondaria, gli studenti possono decidere di proseguire gli studi all’università, negli Istituti Tecnici Superiori o nelle istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. Possono cercare lavoro o esperienze di formazione e lavoro.

Cos’è la formazione professionale in Italia?

La formazione professionale in Italia è il percorso di istruzione che offre competenze specifiche per lavorare in un settore professionale particolare. Repertorio nazionale delle figure nazionali di riferimento per le qualifiche e i diplomi professionali

I percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) sono pensati per gli studenti che intendano acquisire una preparazione specifica per l’ingresso nel mondo del lavoro e che, oltre alle tradizionali conoscenze teoriche, prevedono una forte componente pratica: lezioni svolte da esperti dei vari settori, attività laboratoriali e opportunità di tirocini in ambienti lavorativi e aziendali. I percorsi IeFP di 3 anni permettono di ottenere una qualifica professionale, mentre i percorsi IeFP di 4 anni permettono di ottenere un diploma professionale. Sia qualifica che diploma sono immediatamente spendibili nel mercato del lavoro, ma lasciano la possibilità di proseguire il percorso di studi nella formazione professionale o nell’istruzione.

Cosa posso fare dopo la formazione professionale?

Dopo aver completato la formazione professionale in Italia, puoi cercare lavoro nel settore specifico per cui hai studiato. Puoi proseguire gli studi a livello terziario o partecipare a corsi di aggiornamento professionale per migliorare le tue competenze.

Cosa è l’apprendistato?

L’apprendistato è un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione giovanile e in Italia ne sono previsti diversi tipi e livelli. Il contratto di apprendistato di primo livello è rivolto a soggetti che hanno compiuto i 15 anni di età, sino al compimento dei 25 anni, iscritti e inseriti all’interno di un percorso scolastico e/o formativo. La finalità del contratto è il conseguimento di un titolo di studio della formazione secondaria di secondo grado (apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore), tramite un percorso formativo “duale” che si realizza in parte presso l’istituzione formativa che eroga la “formazione esterna” e in parte presso un’impresa che eroga la “formazione interna”.

Con il contratto di apprendistato il datore di lavoro si impegna a retribuire la prestazione di lavoro del giovane apprendista, ma anche a dargli la formazione necessaria ad acquisire le competenze professionali e la qualifica o diploma professionale. Questi due obblighi hanno la stessa importanza e non sono tra loro alternative.

Come si attiva l’apprendistato di primo livello?

Il primo passo è il Protocollo formativo fra l’istituzione formativa e l’impresa che vuole attivare un percorso di apprendistato nell’azienda. Questo protocollo contiene compiti e responsabilità nell’esecuzione del piano formativo dell’apprendista. Poi si seleziona l’apprendista fra gli allievi e le allieve dell’istituzione formativa. Il percorso formativo dell’apprendista viene descritto all’interno del Piano Formativo Individuale (PFI), un documento che è parte integrante del contratto di lavoro di apprendistato di primo livello. Durante lo svolgimento e alla conclusione del periodo formativo in apprendistato viene compilato il Dossier individuale per la valutazione delle attività svolte e la verifica dell’efficacia del percorso formativo. Alla fine del periodo di apprendistato (minimo 6 mesi) è previsto un esame finale e la valutazione per ottenere la qualifica o il diploma.  L’impresa che ha formato l’apprendista può anche proseguire il contratto lui o lei come ordinario rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Istruzione superiore

DOMANDA

RISPOSTA

Cosa è l’università?

L’università è un istituto di istruzione terziaria che offre corsi accademici dopo aver completato la scuola secondaria di secondo grado (diploma di maturità o equivalente). Gli studenti possono raggiungere gradi accademici come la laurea triennale (che dura 3 anni) di primo livello, poi la laurea magistrale (che dura 2 anni) di secondo livello e, in seguito, il dottorato di ricerca. Ogni studente è libero sceglie l’università (Ateneo) e il corso di laurea a cui vuole iscriversi.

Quali sono i requisiti per accedere all’università in Italia?

In Italia, è necessario aver completato con successo la scuola secondaria di secondo grado (diploma di maturità o equivalente) e, per alcuni corsi di laurea, superare un esame di ammissione o un test di valutazione. Bisogna anche dimostrare di avere già frequentato 12 anni di scuola. Ogni università può avere requisiti specifici, quindi è importante consultare le informazioni fornite sul sito web dall’università scelta.

Come funziona il sistema universitario?

Ogni Ateneo (università) è autonomo ed è organizzato in diversi dipartimenti (ad esempio economia, fisica, ecc.). Ogni dipartimento prevede diversi corsi di laurea, sia di primo livello (3 anni), sia di secondo livello (2 anni), ad esempio nel dipartimento di economia: scienze statistiche ed economiche – triennale; marketing e mercati globali – magistrale; nel dipartimento di fisica: fisica – triennale; astrofisica e scienze dello spazio – magistrale, ecc. Alcuni corsi sono lauree magistrali a ciclo unico, che durano 5 anni (ad esempio: giurisprudenza, scienze della formazione primaria, farmacia) o 6 anni (come medicina e chirurgia). Nel sistema universitario italiano i titoli di studio con valore legale sono rilasciati solo dalle Istituzioni autorizzate e accreditate dal Ministero dell’Istruzione alle studentesse e agli studenti che abbiano terminato il percorso di studio a cui sono iscritti. Per conoscere come è organizzato il sistema universitario italiano puoi accedere ad alcuni siti specializzati, come Universitaly.it.

È utile sapere che, durante il percorso di studi universitari, allieve e allievi possono partecipare al programma europeo Erasmus+ di mobilità degli studenti fra università, che consente di affrontare una parte del percorso universitario all’estero e ottenere crediti formativi.

Cosa è il valore legale del titolo di studio?

È linsieme degli effetti giuridici che la legge ricollega ad un determinato titolo scolastico o accademico, rilasciato da uno degli istituti scolastici o universitari italiani, statali e non, autorizzati a rilasciare titoli di studio. Tuttavia nessuna legge italiana fornisce una definizione di “valore legale del titolo di studio”.

I titoli accademici di studio stranieri (rilasciati da Università straniere e non presenti in Italia) non hanno valore legale in Italia. Per utilizzare i tuoi titoli di studio ottenuti all’estero per iscriverti ad una università italiana, è necessario che prima tu chieda il riconoscimento. Le forme di riconoscimento seguono la procedura di equipollenza e di equivalenza.

Come si fa a chiedere l’equipollenza e l’equivalenza del titolo di studio da parte dei cittadini stranieri regolari in Italia?

Il Ministero dell’Università e della Ricerca italiano, nelle Procedure Per l’ingresso, Il Soggiorno, l’immatricolazione Degli Studenti Internazionali E Il Relativo Riconoscimento Dei Titoli, Per I Corsi Della Formazione Superiore In Italia, ha invitato le università a svolgere riconoscimenti dei cicli e dei periodi di studio svolti all’estero e dei titoli di studio stranieri, ai fini dell’accesso all’istruzione superiore, del proseguimento degli studi universitari e del conseguimento dei titoli universitari italiani (art. 2 Legge 148/2002) e a porre in essere tutti gli sforzi necessari al fine di predisporre procedure e meccanismi interni per valutare le qualifiche dei rifugiati e dei titolari di protezione sussidiaria, anche nei casi in cui non siano presenti tutti o parte dei relativi documenti comprovanti i titoli di studio.

Per le persone titolari di protezione internazionale sono attivabili procedure dedicate e specifiche di riconoscimento dei titoli di studio, anche in assenza di certificazione da parte dello Stato in cui è stato ottenuto il titolo, qualora sia dimostrato che non possa ottenere la certificazione.

In generale la procedura per ottenere il riconoscimento del titolo di studio rilasciato all’estero può essere lunga e non semplice. Per avere informazioni dettagliate e supporto specifico si può consultare il CIMEA- Centro di informazione sulla mobilità e le equivalenze accademiche, che rende disponibile anche informazioni sulle procedure di valutazione delle qualifiche estere attraverso il documento Linee guida per il riconoscimento dei titoli esteri in Italia.

Come funziona il sistema di valutazione all’università?

Il sistema di valutazione all’università in Italia si basa su un sistema di voti numerici da 18 a 30. La valutazione avviene tramite esami scritti e orali, la presentazione di tesi di laurea e la partecipazione alle attività didattiche. Una media di 18/30 è considerata la sufficienza, mentre un voto di 30/30 e lode è il massimo punteggio ottenibile. Inoltre, a studentesse e studenti viene assegnata una quota di Crediti Formativi Universitari (CFU) al superamento di ogni esame o altra prova di verifica. I crediti definiscono la quantità di lavoro svolto, mentre i voti documentano la qualità della prestazione dello studente.

Quali sono i costi dell’università pubblica in Italia?

Per iscriversi all’università è necessario ogni anno pagare le tasse all’Ateneo. Queste tasse comprendono: copertura assicurativa, spese amministrative, tassa regionale e contributi universitari. L’importo da pagare per ogni persona iscritta dipende direttamente dall’ISEE Università oppure, in alcuni casi particolari, dall’ISEE PARIFICATO per studenti stranieri. È possibile avere l’esenzione completa (generalmente prevista per chi ha un ISEE fino a 20.000 euro e si iscrive al primo anno della triennale o della magistrale). L’esenzione può essere confermata anche per gli anni successivi, se lo studente raggiunge un minimo di crediti formativi ogni anno.  È anche possibile ottenere borse di studio, alloggi universitari, agevolazioni e contributi che possono ridurre i costi. Oltre alla condizione economica, sono previsti altri casi che prevedono una riduzione delle tasse universitarie. Altri benefici possibili sono i contributi per le spese di affitto sostenute dagli studenti fuori sede o per il servizio di mensa.

Quali servizi sono disponibili all’università?

Ogni università in Italia offre una serie di servizi di supporto per gli studenti: orientamento accademico e professionale, tutoraggio, assistenza per gli studenti con disabilità, biblioteche, laboratori, servizi di consulenza, opportunità di partecipazione a attività sportive ed extracurriculari (club, associazioni studentesche).

Quali sono le opportunità di carriera dopo l’università?

Dopo aver completato l’università, i laureati possono cercare lavoro nel campo professionale legato al loro corso di laurea; avviare una propria attività imprenditoriale; proseguire gli studi con un dottorato di ricerca, un master, ecc.

Istruzione degli adulti

DOMANDA

RISPOSTA

Che cos’è la formazione degli adulti?

L’apprendimento degli adulti è un elemento essenziale dell’apprendimento permanente, sia generale che professionale, anche dopo aver lasciato il ciclo dell’istruzione e della formazione iniziali (Risoluzione del Consiglio Europeo 2011/c 372/01 pubblicata sulla GUCE del 20 dicembre 2011)

L’istruzione degli adulti è promossa dai CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti) che si trovano su tutto il territorio nazionale.

Cosa sono i CPIA e cosa offrono?

Dal 2012 i CPIA sono un tipo di istituzione scolastica autonoma, con il proprio personale, assetto didattico e organizzativo. I CPIA svolgono le seguenti attività:
▪ Percorsi di istruzione degli adulti per il conseguimento di titoli di studio e certificazioni, ad esempio: il titolo di studio conclusivo del primo ciclo, la certificazione delle competenze connesse all’obbligo di istruzione o il diploma di istruzione tecnica, professionale e artistica; alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana);
▪ Ampliamento dell’offerta formativa per integrare ed arricchire i percorsi di istruzione degli adulti e/o favorire il raccordo con altri percorsi di istruzione e formazione, ad esempio progetti integrati di istruzione e formazione, con la collaborazione di altre agenzie formative pubbliche e private;
▪ Attività di ricerca sperimentazione e sviluppo, in materia di istruzione degli adulti.

Alcuni corsi si svolgono la mattina, altri il pomeriggio ed altri la sera.

Come funzionano le iscrizioni, chi può iscriversi e come si accede?

Ai percorsi di istruzione di primo livello e di secondo livello possono iscriversi gratuitamente gli adulti, anche stranieri, che non hanno assolto l’obbligo di istruzione o che non sono in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione. A tali percorsi possono iscriversi anche i sedicenni che non hanno il titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione e – in presenza di accordi specifici tra regioni e uffici scolastici regionali – anche i quindicenni.

Ai percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana possono iscriversi gli adulti stranieri in età lavorativa, anche se hanno titoli di studio ottenuti nei paesi di origine.

Per conoscere i CPIA vicino a dove abiti, puoi inserire il nome della città, il raggio di distanza rispetto a dove vivi (in km), specificare il tipo di istruzione che cerchi <<CPIA>> in questa mappa. Ogni CPIA ha il suo sito web dove trovi le principali informazioni e i contatti con gli orari di apertura.

La domanda di iscrizione  ai percorsi di istruzione degli adulti si presenta ogni anno diversi mesi prima dell’inizio dei corsi, secondo le indicazioni diffuse con apposita circolare Miur (qui l’esempio per l’anno scolastico 2023-2024).

L’art 38 del Testo Unico Immigrazione (DLgs n 286 del 1998) garantisce il diritto universale all’istruzione e la formazione degli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia.

In Italia c’è il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione per almeno 12 anni o, comunque, fino al conseguimento di una qualifica almeno triennale, entro i 18 anni di età. Questo diritto si realizza nelle scuole del primo e del secondo ciclo di istruzione e di formazione, nelle istituzioni formative accreditate dalle regioni e dalle province autonome e nel contratto di apprendistato.

Inoltre i cittadini di Paesi terzi, anche adulti, possono accedere ai programmi di alfabetizzazione (strumenti e tecniche per imparare a leggere e scrivere) e corsi di italiano per stranieri gratuiti.

Come funziona il sistema della scuola italiano?

Il sistema educativo italiano è ordinato come segue:

sistema integrato 0 – 6 anni, non obbligatorio, organizzato in:
▪ servizi educativi per la prima infanzia e i genitori – asilo nido (da 0 a 3 anni) gestiti dagli Enti locali;
scuola dell’infanzia (da 3 a 6 anni), gestita dallo Stato o dagli Enti locali;

primo ciclo di istruzione, obbligatorio, della durata di 8 anni, organizzato in:
scuola primaria (da 6 a 11 anni) che dura 5 anni;
scuola secondaria di primo grado (da 11 a 14 anni) che dura 3 anni;

secondo ciclo di istruzione (da 14 a 19 anni) organizzato in due tipi di percorsi:
scuola secondaria di secondo grado che dura 5 anni e include: licei, istituti tecnici e istituti professionali;
▪ percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP), che durano 3 o 4 anni

Attenzione: bambine e bambini, ragazze e ragazzi possono accedere ai servizi educativi italiani solo se hanno ricevuto le vaccinazioni obbligatorie.

istruzione superiore con diverse tipologie di percorsi:
percorsidi istruzione terziaria offerti dalle Università;
   ▪ percorsi di istruzione terziaria offerti dalle istituzioni dell’AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica);   ▪ percorsidi formazione terziaria professionalizzante offerti dagli ITS (Istituti Tecnici Superiori).

istruzione degli adulti
L’istruzione – sia generale che professionale – degli adulti serve a migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze della popolazione adulta che ha lasciato gli studi o la formazione iniziali. Serve anche alle persone che hanno bisogno di un titolo di studio riconosciuto in Italia. I CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti) coordinano e realizzano i corsi e le azioni che favoriscono l’innalzamento dei livelli di istruzione degli adulti.

Sistema integrato 0-6 anni

DOMANDA

RISPOSTA

Cosa è l’asilo nido?

Gli asili nido sono servizi per bambine e bambini da 3 mesi a 3 anni che assicurano l’educazione, la cura e la socializzazione dei bambini. Di solito assicurano il pranzo e il riposo. La frequenza generalmente è a tempo pieno (8 ore) per 10 o 11 mesi ogni anno (da settembre a luglio dell’anno successivo). I nidi aiutano i genitori, perché permettono a mamme e papà di lavorare mentre i figli sono affidati al personale educativo dell’asilo. Questa funzione si chiama conciliazione degli impegni lavorativi e di cura all’interno della famiglia e per questo l’asilo nido è considerato un servizio educativo e sociale di interesse pubblico. Sono gestiti in forma diretta o indiretta, dagli Enti locali (come i Comuni), da altri enti pubblici o da soggetti privati.

Altri servizi per bambini così piccoli sono:
▪ sezioni primavera (aggregate, di norma, alle scuole per l’infanzia) che accolgono bambine e bambini tra 2 e 3 anni di età;
▪ servizi integrativi come:
1) spazi gioco, che accolgono bambine e bambini da 12 a 36 mesi di età per un massimo di 5 ore al giorno;
2) centri per bambini e famiglie, che accolgono bambine e bambini dai primi mesi di vita insieme a un adulto accompagnatore;
3) servizi educativi in contesto domiciliare.

Come posso iscrivere mia figlia o mio figlio al nido?

Ogni anno il Comune – o l’Ente locale – in cui abiti rende pubblico un avviso (bando) per iscrivere i bambini ai servizi per la prima infanzia e nido. I genitori interessati devono fare domanda (in molti casi è online) e presentare i documenti richiesti.
È utile:
1) informarsi molti mesi prima;
2) verificare come ottenere le agevolazioni basate sull’ISEE per ridurre i costi  o altre opportunità (per esempio il Bonus asilo nido);
3) consultare il sito web del Comune per sapere le condizioni e le scadenze del bando e procedere all’iscrizione.

Cosa è la scuola dell’infanzia?

La scuola dell’infanzia è il primo gradino del percorso di istruzione. Serve allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo e sociale dei bambini da 3 a 6 anni di età; promuove le potenzialità di relazione, autonomia, creatività, integrazione e apprendimento. La frequenza delle scuole dell’infanzia è generalmente gratuita, mentre le famiglie contribuiscono, in proporzione all’ISEE, alle spese per il pranzo, l’eventuale trasporto pubblico (scuolabus), l’eventuale prolungamento dell’orario (servizio di pre o post scuola). La frequenza è generalmente di 40 ore settimanali, con possibilità di estensione fino a 50 ore, da settembre a giugno. Le famiglie possono richiedere un tempo ridotto, limitato al mattino (25 ore settimanali). Il programma educativo e i traguardi di apprendimento sono stabiliti in base alle Indicazioni nazionali stabilite dal Ministero dell’Istruzione italiano.

Come posso iscrivere mia figlia o mio figlio alla scuola per l’infanzia?

È importante informarti con molti mesi in anticipo sulle scuole dell’infanzia comunali (a gestione diretta o indiretta), statali e convenzionate presenti nel Comune in cui abiti. Ogni anno l’Ente locale in cui abiti rende pubblico un avviso (bando) per iscrivere i bambini alla scuola dell’infanzia. I genitori interessati devono fare domanda (in diverse città è online) e presentare i documenti richiesti. È utile:
1) informarsi con molto anticipo;
2) verificare come ottenere le agevolazioni basate sull’ISEE, per ridurre i costi;
3) consultare il sito web del Comune per sapere le condizioni e le scadenze del bando.

Primo ciclo di istruzione

DOMANDA

RISPOSTA

A quanti anni si va a scuola?

In Italia, l’istruzione obbligatoria inizia a 6 anni.

Cosa succede se non iscrivo mio figlio o mia figlia a scuola?

Chi non rispetta l’obbligo di istruzione è sanzionato penalmente (articolo 731 del codice penale). Pertanto è importante rispettare l’obbligo scolastico.

Si può andare a scuola anche senza avere un permesso di soggiorno in regola?

I minori stranieri che hanno l’età fra 6 e 18 anni hanno diritto di andare a scuola anche se il loro permesso di soggiorno non è in regola. In questi casi particolari il diritto fondamentale all’istruzione prevale, cioè è più importante. È importante anche parlare con il personale della scuola per farsi assistere e garantire a tuo figlio o tua figlia di frequentare la scuola.

Come scelgo la scuola per mia figlia o mio figlio?

La scelta della scuola è libera. Puoi scegliere la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado (scuola media) più vicina a casa, oppure in base all’offerta formativa o agli orari di funzionamento. Le scuole accolgono le domande di iscrizione entro il limite massimo dei posti disponibili. Dato che deve essere garantito a tutti il diritto allo studio, ci sono forme di coordinamento territoriale fra scuole ed enti locali. Per questo al momento dell’iscrizione potrai indicare la scuola preferita e un’altra scuola (nel caso non ci fossero più posti nella scuola preferita).

Se invece devi iscriverli alla scuola secondaria di secondo grado, è importante che tua figlia o tuo figlio scelga il tipo di liceo, istituto tecnico o istituto professionale che interessa di più per sviluppare la sua istruzione.

Come iscrivo mio figlio o mia figlia a scuola?

Le domande di iscrizione alle scuole di ogni ordine e grado devono essere presentate da uno dei genitori o da chi esercita la responsabilità genitoriale.

L’iscrizione riguarda esclusivamente le prime classi delle scuole di ogni ordine e grado. Per gli studenti delle classi successive al primo anno di corso, l’iscrizione è organizzata dalla scuola.

Le iscrizioni al primo anno delle scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado avvengono esclusivamente in modalità online. Per procedere è innanzitutto necessario avere una identità digitale Spid, oppure Cie, Cns o eIDAS per registrarsi alla piattaforma e compilare l’iscrizione.

Ricordati che al momento dell’iscrizione devi indicare anche 1) se accetti che tua figlia o tuo figlio partecipi alle lezioni di insegnamento della religione cattolica; 2) se è un alunno o un’alunna con disabilità o DSA certificati e se ha bisogno di assistenza a scuola (AEC).

Posso iscrivere mio figlio o mia figlia a scuola anche se non parla bene l’italiano e non ha i documenti in regola?

Sì, puoi anche se non parla bene l’italiano e non ha un permesso di soggiorno. Le scuole italiane offrono programmi di integrazione linguistica per gli studenti stranieri, che possono includere corsi di italiano come seconda lingua e supporto linguistico durante le lezioni.

Posso richiedere aiuto per l’integrazione scolastica di mio figlio o mia figlia?

Sì, puoi richiedere supporto per l’integrazione scolastica. Le scuole italiane hanno l’obbligo di facilitare l’inserimento e l’apprendimento degli studenti stranieri, a iniziare dalla lingua italiana.

Posso iscrivere mia figlia o mio figlio a scuola anche se ha problemi di apprendimento, o di salute o una disabilità?

Si, l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità è praticata da molti anni nella scuola italiana, che deve accogliere tutti gli alunni, a prescindere dalle loro diversità funzionali. Puoi quindi iscrivere tua figlia o tuo figlio come tutti gli altri, ma dovrai completare la richiesta di iscrizione online, presentando alla scuola scelta la certificazione rilasciata dalla Asl di competenza o dall’INPS. Se non hai ancora la certificazione, rivolgiti al tuo medico di famiglia per avviare la procedura. Dopo aver ottenuto il certificato medico introduttivo, potrai presentare la domanda direttamente online sul sito dell’INPS oppure rivolgerti a un patronato o a un’associazione di categoria delle persone con disabilità.

Quanto costa la scuola in Italia?

La scuola pubblica in Italia è praticamente gratuita (è prevista solo una piccola somma per l’iscrizione). Però richiede di pagare la mensa (nella scuola primaria), i libri (nella scuola secondaria), il materiale didattico o le attività extrascolastiche. È importante verificare come ottenere le agevolazioni basate sull’ISEE, per ridurre o eliminare questi costi.

Cosa devo fare se ho difficoltà a pagare le spese per la scuola dei miei figli e figlie?

Se hai difficoltà a pagare le spese per la scuola, puoi rivolgerti all’ufficio di assistenza sociale o per l’inclusione scolastica del tuo Comune o Municipio. Potrai chiedere informazioni e assistenza per beneficiare di agevolazioni o sussidi per comprare i libri scolastici, per l’abbonamento al trasporto pubblico per studenti, ecc. Ti servirà l’ISEE e farai alcuni colloqui con il personale del servizio.

Cosa devo fare se voglio cambiare scuola di mio figlio o mia figlia durante l’anno scolastico (trasferimento)?

Se decidi di cambiare scuola durante l’anno scolastico, devi:
1) presentare la domanda al Dirigente Scolastico della scuola in cui intendi trasferire tua figlia o tuo figlio, spiegando i motivi della richiesta di trasferimento;
2) presentare al Dirigente Scolastico della scuola attualmente frequentata la domanda motivata di nulla osta al passaggio tra scuole. Il “nulla osta” è il documento da presentare alla nuova scuola per l’effettiva iscrizione;
3) in seguito, la scuola di provenienza invia la documentazione alla scuola di arrivo scelta.

Il nulla osta, se motivato in modo appropriato, non può essere negato.

Come si completa il primo ciclo di istruzione?

La scuola secondaria di primo grado (che inizia generalmente dall’età di 11 anni, dopo la scuola primaria) dura 3 anni e si conclude con un esame di Stato. Alla fine dell’esame viene rilasciata una certificazione delle competenze. Questo documento è necessario per iscriversi al secondo ciclo di istruzione.

Secondo ciclo di formazione

DOMANDA

RISPOSTA

Quali sono gli indirizzi del secondo ciclo di istruzione in Italia?

Le ragazze e i ragazzi, con i loro genitori, possono scegliere fra diversi percorsi d’istruzione e formazione:
Licei (6 percorsi – 8 indirizzi)
Istituti professionali (11 percorsi)
Istituti tecnici (2 settori – 11 percorsi)
percorsi di 3 o di 4 anni di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), gestiti dalle Regioni, rivolti alle studentesse e agli studenti che hanno concluso il primo ciclo di istruzione.

Ogni tipo di scuola si concentra su diverse aree di studio e percorsi formativi specifici.

Quali materie vengono insegnate nella scuola secondaria?

Nella scuola secondaria, le materie di studio includono l’italiano, le lingue straniere, la matematica, le scienze, la storia, la geografia, l’arte, l’educazione fisica e molte altre, che variano fra i diversi tipi di scuola e di percorso.

Quali sono le prospettive dopo la scuola secondaria?

Dopo aver completato la scuola secondaria, gli studenti possono decidere di proseguire gli studi all’università, negli Istituti Tecnici Superiori o nelle istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. Possono cercare lavoro o esperienze di formazione e lavoro.

Cos’è la formazione professionale in Italia?

La formazione professionale in Italia è il percorso di istruzione che offre competenze specifiche per lavorare in un settore professionale particolare. Repertorio nazionale delle figure nazionali di riferimento per le qualifiche e i diplomi professionali

I percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) sono pensati per gli studenti che intendano acquisire una preparazione specifica per l’ingresso nel mondo del lavoro e che, oltre alle tradizionali conoscenze teoriche, prevedono una forte componente pratica: lezioni svolte da esperti dei vari settori, attività laboratoriali e opportunità di tirocini in ambienti lavorativi e aziendali. I percorsi IeFP di 3 anni permettono di ottenere una qualifica professionale, mentre i percorsi IeFP di 4 anni permettono di ottenere un diploma professionale. Sia qualifica che diploma sono immediatamente spendibili nel mercato del lavoro, ma lasciano la possibilità di proseguire il percorso di studi nella formazione professionale o nell’istruzione.

Cosa posso fare dopo la formazione professionale?

Dopo aver completato la formazione professionale in Italia, puoi cercare lavoro nel settore specifico per cui hai studiato. Puoi proseguire gli studi a livello terziario o partecipare a corsi di aggiornamento professionale per migliorare le tue competenze.

Cosa è l’apprendistato?

L’apprendistato è un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione giovanile e in Italia ne sono previsti diversi tipi e livelli. Il contratto di apprendistato di primo livello è rivolto a soggetti che hanno compiuto i 15 anni di età, sino al compimento dei 25 anni, iscritti e inseriti all’interno di un percorso scolastico e/o formativo. La finalità del contratto è il conseguimento di un titolo di studio della formazione secondaria di secondo grado (apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore), tramite un percorso formativo “duale” che si realizza in parte presso l’istituzione formativa che eroga la “formazione esterna” e in parte presso un’impresa che eroga la “formazione interna”.

Con il contratto di apprendistato il datore di lavoro si impegna a retribuire la prestazione di lavoro del giovane apprendista, ma anche a dargli la formazione necessaria ad acquisire le competenze professionali e la qualifica o diploma professionale. Questi due obblighi hanno la stessa importanza e non sono tra loro alternative.

Come si attiva l’apprendistato di primo livello?

Il primo passo è il Protocollo formativo fra l’istituzione formativa e l’impresa che vuole attivare un percorso di apprendistato nell’azienda. Questo protocollo contiene compiti e responsabilità nell’esecuzione del piano formativo dell’apprendista. Poi si seleziona l’apprendista fra gli allievi e le allieve dell’istituzione formativa. Il percorso formativo dell’apprendista viene descritto all’interno del Piano Formativo Individuale (PFI), un documento che è parte integrante del contratto di lavoro di apprendistato di primo livello. Durante lo svolgimento e alla conclusione del periodo formativo in apprendistato viene compilato il Dossier individuale per la valutazione delle attività svolte e la verifica dell’efficacia del percorso formativo. Alla fine del periodo di apprendistato (minimo 6 mesi) è previsto un esame finale e la valutazione per ottenere la qualifica o il diploma.  L’impresa che ha formato l’apprendista può anche proseguire il contratto lui o lei come ordinario rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Istruzione superiore

DOMANDA

RISPOSTA

Cosa è l’università?

L’università è un istituto di istruzione terziaria che offre corsi accademici dopo aver completato la scuola secondaria di secondo grado (diploma di maturità o equivalente). Gli studenti possono raggiungere gradi accademici come la laurea triennale (che dura 3 anni) di primo livello, poi la laurea magistrale (che dura 2 anni) di secondo livello e, in seguito, il dottorato di ricerca. Ogni studente è libero sceglie l’università (Ateneo) e il corso di laurea a cui vuole iscriversi.

Quali sono i requisiti per accedere all’università in Italia?

In Italia, è necessario aver completato con successo la scuola secondaria di secondo grado (diploma di maturità o equivalente) e, per alcuni corsi di laurea, superare un esame di ammissione o un test di valutazione. Bisogna anche dimostrare di avere già frequentato 12 anni di scuola. Ogni università può avere requisiti specifici, quindi è importante consultare le informazioni fornite sul sito web dall’università scelta.

Come funziona il sistema universitario?

Ogni Ateneo (università) è autonomo ed è organizzato in diversi dipartimenti (ad esempio economia, fisica, ecc.). Ogni dipartimento prevede diversi corsi di laurea, sia di primo livello (3 anni), sia di secondo livello (2 anni), ad esempio nel dipartimento di economia: scienze statistiche ed economiche – triennale; marketing e mercati globali – magistrale; nel dipartimento di fisica: fisica – triennale; astrofisica e scienze dello spazio – magistrale, ecc. Alcuni corsi sono lauree magistrali a ciclo unico, che durano 5 anni (ad esempio: giurisprudenza, scienze della formazione primaria, farmacia) o 6 anni (come medicina e chirurgia). Nel sistema universitario italiano i titoli di studio con valore legale sono rilasciati solo dalle Istituzioni autorizzate e accreditate dal Ministero dell’Istruzione alle studentesse e agli studenti che abbiano terminato il percorso di studio a cui sono iscritti. Per conoscere come è organizzato il sistema universitario italiano puoi accedere ad alcuni siti specializzati, come Universitaly.it.

È utile sapere che, durante il percorso di studi universitari, allieve e allievi possono partecipare al programma europeo Erasmus+ di mobilità degli studenti fra università, che consente di affrontare una parte del percorso universitario all’estero e ottenere crediti formativi.

Cosa è il valore legale del titolo di studio?

È linsieme degli effetti giuridici che la legge ricollega ad un determinato titolo scolastico o accademico, rilasciato da uno degli istituti scolastici o universitari italiani, statali e non, autorizzati a rilasciare titoli di studio. Tuttavia nessuna legge italiana fornisce una definizione di “valore legale del titolo di studio”.

I titoli accademici di studio stranieri (rilasciati da Università straniere e non presenti in Italia) non hanno valore legale in Italia. Per utilizzare i tuoi titoli di studio ottenuti all’estero per iscriverti ad una università italiana, è necessario che prima tu chieda il riconoscimento. Le forme di riconoscimento seguono la procedura di equipollenza e di equivalenza.

Come si fa a chiedere l’equipollenza e l’equivalenza del titolo di studio da parte dei cittadini stranieri regolari in Italia?

Il Ministero dell’Università e della Ricerca italiano, nelle Procedure Per l’ingresso, Il Soggiorno, l’immatricolazione Degli Studenti Internazionali E Il Relativo Riconoscimento Dei Titoli, Per I Corsi Della Formazione Superiore In Italia, ha invitato le università a svolgere riconoscimenti dei cicli e dei periodi di studio svolti all’estero e dei titoli di studio stranieri, ai fini dell’accesso all’istruzione superiore, del proseguimento degli studi universitari e del conseguimento dei titoli universitari italiani (art. 2 Legge 148/2002) e a porre in essere tutti gli sforzi necessari al fine di predisporre procedure e meccanismi interni per valutare le qualifiche dei rifugiati e dei titolari di protezione sussidiaria, anche nei casi in cui non siano presenti tutti o parte dei relativi documenti comprovanti i titoli di studio.

Per le persone titolari di protezione internazionale sono attivabili procedure dedicate e specifiche di riconoscimento dei titoli di studio, anche in assenza di certificazione da parte dello Stato in cui è stato ottenuto il titolo, qualora sia dimostrato che non possa ottenere la certificazione.

In generale la procedura per ottenere il riconoscimento del titolo di studio rilasciato all’estero può essere lunga e non semplice. Per avere informazioni dettagliate e supporto specifico si può consultare il CIMEA- Centro di informazione sulla mobilità e le equivalenze accademiche, che rende disponibile anche informazioni sulle procedure di valutazione delle qualifiche estere attraverso il documento Linee guida per il riconoscimento dei titoli esteri in Italia.

Come funziona il sistema di valutazione all’università?

Il sistema di valutazione all’università in Italia si basa su un sistema di voti numerici da 18 a 30. La valutazione avviene tramite esami scritti e orali, la presentazione di tesi di laurea e la partecipazione alle attività didattiche. Una media di 18/30 è considerata la sufficienza, mentre un voto di 30/30 e lode è il massimo punteggio ottenibile. Inoltre, a studentesse e studenti viene assegnata una quota di Crediti Formativi Universitari (CFU) al superamento di ogni esame o altra prova di verifica. I crediti definiscono la quantità di lavoro svolto, mentre i voti documentano la qualità della prestazione dello studente.

Quali sono i costi dell’università pubblica in Italia?

Per iscriversi all’università è necessario ogni anno pagare le tasse all’Ateneo. Queste tasse comprendono: copertura assicurativa, spese amministrative, tassa regionale e contributi universitari. L’importo da pagare per ogni persona iscritta dipende direttamente dall’ISEE Università oppure, in alcuni casi particolari, dall’ISEE PARIFICATO per studenti stranieri. È possibile avere l’esenzione completa (generalmente prevista per chi ha un ISEE fino a 20.000 euro e si iscrive al primo anno della triennale o della magistrale). L’esenzione può essere confermata anche per gli anni successivi, se lo studente raggiunge un minimo di crediti formativi ogni anno.  È anche possibile ottenere borse di studio, alloggi universitari, agevolazioni e contributi che possono ridurre i costi. Oltre alla condizione economica, sono previsti altri casi che prevedono una riduzione delle tasse universitarie. Altri benefici possibili sono i contributi per le spese di affitto sostenute dagli studenti fuori sede o per il servizio di mensa.

Quali servizi sono disponibili all’università?

Ogni università in Italia offre una serie di servizi di supporto per gli studenti: orientamento accademico e professionale, tutoraggio, assistenza per gli studenti con disabilità, biblioteche, laboratori, servizi di consulenza, opportunità di partecipazione a attività sportive ed extracurriculari (club, associazioni studentesche).

Quali sono le opportunità di carriera dopo l’università?

Dopo aver completato l’università, i laureati possono cercare lavoro nel campo professionale legato al loro corso di laurea; avviare una propria attività imprenditoriale; proseguire gli studi con un dottorato di ricerca, un master, ecc.

Istruzione degli adulti

DOMANDA

RISPOSTA

Che cos’è la formazione degli adulti?

L’apprendimento degli adulti è un elemento essenziale dell’apprendimento permanente, sia generale che professionale, anche dopo aver lasciato il ciclo dell’istruzione e della formazione iniziali (Risoluzione del Consiglio Europeo 2011/c 372/01 pubblicata sulla GUCE del 20 dicembre 2011)

L’istruzione degli adulti è promossa dai CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti) che si trovano su tutto il territorio nazionale.

Cosa sono i CPIA e cosa offrono?

Dal 2012 i CPIA sono un tipo di istituzione scolastica autonoma, con il proprio personale, assetto didattico e organizzativo. I CPIA svolgono le seguenti attività:
▪ Percorsi di istruzione degli adulti per il conseguimento di titoli di studio e certificazioni, ad esempio: il titolo di studio conclusivo del primo ciclo, la certificazione delle competenze connesse all’obbligo di istruzione o il diploma di istruzione tecnica, professionale e artistica; alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana);
▪ Ampliamento dell’offerta formativa per integrare ed arricchire i percorsi di istruzione degli adulti e/o favorire il raccordo con altri percorsi di istruzione e formazione, ad esempio progetti integrati di istruzione e formazione, con la collaborazione di altre agenzie formative pubbliche e private;
▪ Attività di ricerca sperimentazione e sviluppo, in materia di istruzione degli adulti.

Alcuni corsi si svolgono la mattina, altri il pomeriggio ed altri la sera.

Come funzionano le iscrizioni, chi può iscriversi e come si accede?

Ai percorsi di istruzione di primo livello e di secondo livello possono iscriversi gratuitamente gli adulti, anche stranieri, che non hanno assolto l’obbligo di istruzione o che non sono in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione. A tali percorsi possono iscriversi anche i sedicenni che non hanno il titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione e – in presenza di accordi specifici tra regioni e uffici scolastici regionali – anche i quindicenni.

Ai percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana possono iscriversi gli adulti stranieri in età lavorativa, anche se hanno titoli di studio ottenuti nei paesi di origine.

Per conoscere i CPIA vicino a dove abiti, puoi inserire il nome della città, il raggio di distanza rispetto a dove vivi (in km), specificare il tipo di istruzione che cerchi <<CPIA>> in questa mappa. Ogni CPIA ha il suo sito web dove trovi le principali informazioni e i contatti con gli orari di apertura.

La domanda di iscrizione  ai percorsi di istruzione degli adulti si presenta ogni anno diversi mesi prima dell’inizio dei corsi, secondo le indicazioni diffuse con apposita circolare Miur (qui l’esempio per l’anno scolastico 2023-2024).